Delphinium – il fiore del 2026 per San Valentino – Fantasie della natura

4 Febbraio 2026
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Fiore del 2026 —Delphinium, scelto da 1-800-Flowers come simbolo di ottimismo e ascesa

Colore del 2026 — bianco Cloud Dancer, scelto da Pantone, simbolo di calma e purezza

Per il 14 febbraio, per chiedere «la mano e il cuore» o forse per ottenere perdono… regalate delphinium.

E per abbinare il profumo perfetto al bouquet vi aiuterò con la mia recensione di profumeria https:/la profumeria nella visione mitologica del mondo

Nel 2026, quando il cielo sembra avvicinarsi e scaldarsi, e il cuore batte all’unisono con il vento, arriva lui – il delphinium. Il fiore del 2026. Non è solo una pianta, ma «il sussurro del cielo e del vento, incollato dal sole estivo in petali sottilissimi» (di Anastasia Gracheva)

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Il delphinium non grida amore, lo proclama in silenzio eloquente. Lo sussurra – piano, ma con insistenza. Il fiore dell’anno 2026 è il delphinium in generale (Delphinium spp.), senza indicare una singola varietà o colore. Il delphinium, con la sua forza silenziosa ed eleganza, si adatta perfettamente al 2026 – l’anno in cui tutti tendiamo un po’ di più verso la luce, come i suoi steli verso il sole.

Oggi si dà particolare enfasi alle tonalità blu (blue) e lavanda (lavender) – le più iconiche, rare in natura e perfette per incarnare il «calm luxury». Gli ibridi più popolari come ‘Dasante Blue’ o ‘Aurora Blue’ sono spesso consigliati per bouquet romantici il 14 febbraio, per chiedere perdono o addirittura «la mano e il cuore»…

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In floricoltura e design si combinano spesso accenti bianchi (ortensie, lisianthus, gigli) con il delphinium per bouquet minimalisti, «ariosi» o giardini in stile elegante.

E il delphinium bianco del 2026 — Pantone 11-4201 Cloud Dancer (il primo bianco puro dopo tanti anni!) — morbido, etereo, «nuvoloso» in un bouquet il 14 febbraio dirà di una decisione sincera, e per chi è in lite – della possibilità di ricominciare da zero…

Questo fiore tende verso l’alto, come se catturasse la luce dal cielo e la dirigesse dritta nel nostro cuore. I suoi steli si allungano verso il sole, quasi volessero toccare ciò che sta oltre l’orizzonte.

Nel 2026 questo slancio è particolarmente importante. Dopo tutte le tempeste e i silenzi, siamo un po’ stanchi di guardare in basso. Il delphinium ci ricorda: si può alzare lo sguardo. Si può credere di nuovo che davanti ci sia luce.

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Il nome «delphinium» deriva dalla forma del fiore. I Greci, in particolare Dioscoride (nel I secolo nel suo trattato principale «De Materia Medica» descrisse tutti i medicamenti noti di origine vegetale, animale e minerale), paragonavano i boccioli alla testa dei delfini (delphinos)

In un bouquet per San Valentino appare come una dichiarazione d’amore schietta e ammirata. Il delphinium parla della nobiltà dell’amore come di un’altezza che qualcuno è disposto a scalare per la persona amata.

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Non è necessario comporre un bouquet enorme con tanti strati e decorazioni. Il delphinium è splendido da solo e non ha bisogno di abbellimenti aggiuntivi.

Il delphinium del 2026 è una promessa di luce, quando il mondo sembra un po’ più aperto ai sogni e l’aria è piena di promesse di nuovi inizi. Nel 2026 questa scelta è arrivata dagli esperti del mondo dei fiori – la società 1-800-Flowers.com, che ogni anno annuncia simboli che riflettono lo spirito del tempo. Hanno scelto il delphinium per la sua forma maestosa e le tonalità fredde.

Il processo di scelta è semplice ma poetico: fioristi e designer analizzano tendenze, simbolismo e stati d’animo culturali per trovare il fiore che possa diventare messaggero silenzioso di speranza.

E anche se è un fiore estivo, iniziamo l’anno e questo febbraio con lui. Cercatelo a febbraio nelle serre della Toscana e della Liguria italiane o ordinate online dagli importatori. Abbonda nelle vicinanze della città greca di Delfi.

È meglio seminarlo da gennaio-febbraio, per goderselo già a metà estate. Particolarmente interessanti sono le varietà neozelandesi di delphinium – hanno steli molto sani e robusti.

E ora torniamo al 14 febbraio – il giorno che sussurra d’amore attraverso mondi e spazi. Tutte le strade portano a Roma… E anche il cammino storico di questa meravigliosa festa.

La storia di San Valentino affonda le radici nell’antica Roma, dove a metà febbraio si celebravano i Lupercalia, festa pagana della fertilità dedicata al dio Fauno e ai fondatori di Roma, Romolo e Remo. Era un rito di purificazione e fecondità. Nel III secolo la Chiesa decise di cristianizzare questa festa, legandola al martire san Valentino – sacerdote giustiziato il 14 febbraio intorno al 270 d.C. per aver celebrato matrimoni segreti o aiutato i cristiani. Nel Medioevo, grazie al poeta Geoffrey Chaucer, il giorno si associò al romanticismo: si credeva che il 14 febbraio iniziasse la stagione degli accoppiamenti degli uccelli, simboleggiando il risveglio dell’amore in natura. Nel XVIII secolo in Inghilterra divenne scambio di biglietti d’amore, fiori e dolciumi – un sussurro silenzioso del cuore diventato festa globale.

Le sfumature del 14 febbraio nella tradizione ortodossa Il 14 febbraio secondo il calendario ortodosso è la memoria del santo martire Trifone. In Russia in quel giorno le ragazze indovinavano il futuro sposo (passero – povero ma buono; pettirosso – ricco), lo chiamavano «Matrimonio degli uccelli» (gli uccelli sceglievano la coppia). A San Trifone si pregava per la pace in famiglia, per liberarsi da povertà e persino dal russare o dalle liti. Così anche il 14 febbraio in Russia era legato all’amore – ma silenzioso, popolare, senza luccichio commerciale.

Giorno della famiglia, dell’amore e della fedeltà – 8 luglio él’analogo russo (slavo-ortodosso) più noto e ufficiale del giorno degli innamorati. In quel giorno si ricordano i santi principi Pietro e Fevronia di Murom (XII–XIII secolo).

Ivan Kupala (notte tra il 6 e il 7 luglio) Alcuni lo chiamano l’analogo slavo antico della festa dell’amore.

Festa pagana di fertilità, acqua, fuoco e primo amore. Le ragazze intrecciavano corone, le lasciavano galleggiare sull’acqua (indovinando lo sposo), saltavano sui falò (purificazione e prova di fedeltà), raccoglievano erbe sotto la felce (leggenda del fiore che apre la felicità). È il momento in cui natura e cuori fioriscono insieme.

Dopo la cristianizzazione la festa si fuse con il giorno della Natività di San Giovanni Battista (7 luglio), ma l’essenza romantica rimase. Molti vedono in Kupala un analogo più «slavo» e naturale del febbraio – amore estivo, luminoso, pieno di passione.

Eppure, a mio parere, il Giorno di San Valentino non è per «innamorati per un momento», ma per l’amore che cresce negli anni e, come il delphinium, tende verso la luce.

Buona festa a tutti,

Con amore e calore estivo nel cuore a febbraio,

Il vostro Whisper of Flower

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